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Personaggi illustri

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i contenuti di questa pagina sono stati curati dalla Pro Loco Montella Alto Calore con la collaborazione di Associazioni e cittadini montellesi. Bibliografia di rif.: - "Montellesi illustri" di…

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i contenuti di questa pagina sono stati curati dalla Pro Loco Montella Alto Calore con la collaborazione di Associazioni e cittadini montellesi.

Bibliografia di rif.:
- "Montellesi illustri" di Salvatore Bonavitacola e Luigino Volpe per "Montella Guida alla Città" - Edizioni Dragonetti, Montella.
- Internet

ANGELILLO DI NARDO

Nel 1469 fu medico di Ferdinando I d'Aragona.

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Nel 1469 fu medico di Ferdinando I d'Aragona.

ANGELO BRUNI

Crociato, nel 1481 comandava ad Otranto le truppe di Diego Cavaniglia.

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Crociato, nel 1481 comandava ad Otranto le truppe di Diego Cavaniglia.

ANGELO DE NICOLA

Vescovo di Ventimiglia e poi di Tricarico, nel 1365 fu nominato Arcivescovo di Patrasso dove mori nel 1371.

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Vescovo di Ventimiglia e poi di Tricarico, nel 1365 fu nominato Arcivescovo di Patrasso dove mori nel 1371.

ANTONINO BARBONE

Nacque a Montella nel 1741 e mori nel 1822. Poeta, appartenente alla folta schiera degli scrittori in vernacolo, fu autore dei versi sugli avvenimenti miracolosi del Santissimo Salvatore nel 1779.

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Nacque a Montella nel 1741 e mori nel 1822. Poeta, appartenente alla folta schiera degli scrittori in vernacolo, fu autore dei versi sugli avvenimenti miracolosi del Santissimo Salvatore nel 1779.

ANTONIO PALATUCCI

ATONIO PALATUCCI, UN MONTELLESE ASSAI BENEMERITO di Virginio Gambone ANTONIO PALATUCCI, nato a Montella (AV) il 20 dicembre 1938, vive a Napoli, dove, già docente nelle scuole superiori,…

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ATONIO PALATUCCI, UN MONTELLESE ASSAI BENEMERITO

di Virginio Gambone

ANTONIO PALATUCCI, nato a Montella (AV) il 20 dicembre 1938, vive a Napoli,

dove, già docente nelle scuole superiori, svolge attività giornalistica e pubblicistica.

Laureatosi a pieni voti in Lettere classiche nell’Ateneo Federico II (NA.) con una

dissertazione sulla lingua latina in età tardo-imperiale, che – per l’originalità delle tesi

sostenute – gli valse una borsa di studio presso la “Facoltà di Lettere e Filosofia” per

l’anno accademico 1962-’63, alla carriera universitaria preferì l’insegnamento

negl’Istituti secondari di 2 o grado, perché più consono alla molteplicità dei suoi

interessi culturali, spazianti dalle lingue antiche alle moderne, dalla letteratura italiana

a quella straniera, dalla storia alla sociologia, dalla filosofia alla linguistica.

Abilitatosi in tempi brevissimi all’insegnamento delle discipline umanistiche e

classiche, ottenne la cattedra di materie letterarie, latino e greco, superando, nel 1965,

il concorso in cui si classificò al secondo posto su scala nazionale.

Conosciuto e apprezzato dagli organi centrali e periferici del Ministero

dell’Istruzione, espletò le mansioni di docente nei corsi abilitanti speciali, di

presidente di commissione negl’Istituti d'Istruzione secondaria legalmente

riconosciuti, di commissario nei concorsi per borse di studio, d’ispettore agli esami

nelle Scuole pareggiate.

Parallela a quella didattica, continua a svolgersi l’attività pubblicistica di ANTONIO

PALATUCCI che, entrato a far parte dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti da

numerosissimi anni, ha dato prova di grande spessore dottrinale, indagando sulle

tematiche più disparate e prestando attenzione agli autori più differenziati per

cronologia, nazionalità e interessi, per cui ha prodotto saggi rilevanti su Fedro come su

David Herbert Lawrence, su Nicola Misasi come su Orazio, su Virgilio come sulla

Real Fabbrica di Porcellane a Capodimonte, su Carducci come sulla Questione

meridionale, sulla scultura del Novecento come sulla Letteratura d’Avanguardia, sulla

matrice borghese della poesia italiana del Trecento come su Cesare Pavese e sulla

poesia dialettale napoletana del diciannovesimo secolo…

Per il suo costante impegno culturale ha ottenuto numerosi riconoscimenti a livello

nazionale, quali il «Premio della Cultura» sia della Presidenza del Consiglio dei

Ministri – la prima volta già nel 1973 – sia del Ministero per i Beni Culturali e

Ambientali.

Tra i suoi volumi vanno ricordati:

- Poesie e Poemetti del Marchese di Caccavone, Napoli, 1972, La Nuova Cultura

Editrice

- Un purista della tarda latinità: Flavio Vegezio Renato – Studi sulla variazione,

Napoli, 1973, La Nuova Cultura Editrice

- Tutto Caccavone (edizione critica), Napoli, 1980, La Nuova Cultura Editrice

- … chesta è l’Italia de cicerenella!, Napoli, 1984, La Nuova Cultura Editrice

- Ideologia e letteratura, Napoli, 1991, La Nuova Cultura Editrice

- Ad altiora itinera, Napoli, 1993, Liguori ed.

- Ad summa itinera, Napoli, 1994, Liguori ed.

- Per varia itinera, Napoli, 1997, Liguori ed.

Pressoché imprecisabile è il numero degli scritti disseminati nelle molte riviste di cui

ANTONIO PALATUCCI è stato collaboratore, componente del comitato redazionale,

coordinatore, caporedattore… Tra i periodici cui ha dato il suo valido apporto, è da

ricordare, anzitutto, Politica Popolare, rassegna socio-politica d’ispirazione sturziana,

di cui egli è stato vice direttore per molti anni e che, per suo merito, ha fatto registrare

un notevole salto qualitativo. E poi: Contenuti, Anima-Pensiero, Il Monte, Tempo

nuovo. In quest’ultima rivista, in occasione del bimillenario della nascita di Virgilio,

ANTONIO PALATUCCI pubblicò, nel 1982, un ampio saggio sull’Eneide in un

numero unico nel quale la sua penna venne ad affiancarsi a quella di critici di rilievo

nazionale, come Carlo Bo. Nel corso degli anni, poi, è sempre più cresciuto il numero

dei libri – di critica, di arte, di narrativa, di poesia, di saggistica … – i cui autori hanno

voluto la sua presentazione.

La produzione giornalistica e pubblicistica, tuttora vivace, di ANTONIO

PALATUCCI è stata oggetto di attenzione da parte di molti studiosi. Tralasciando i

vari servizi dedicatigli per Radio e per Televisione su reti nazionali – come ad es.,

primieramente, quello andato in onda sul 1 o canale il 23 febbraio 1973 – si ricorda, qui

di seguito, solo qualcuno dei tanti scritti su di lui, omettendone, per motivi di

opportunità, numerosi altri, pur di considerevoli autori:

- F. BRUNO, L’ 800 napoletano; il marchese di Caccavone, nel Roma, 7 settembre

1972

- G. PERNA, Parole introduttive, in Politica Popolare, 1972, a. XVIII, n. 100, p. 12

sgg.

- G. Russo, Poesie e poemetti del Marchese di Caccavone, in Il Mattino, 7 gennaio

1973

- G. CAPRILE, Letteratura dialettale, in La Civiltà Cattolica, 1973, a. CXXIV, quad.

2951, 2 giugno, p. 516 sg.

- C. SALEMME, Un purista della tarda latinità: Flavio Vegezio Renato – Studi sulla

Variazione, in Bollettino di Studi Latini, 1974, a. IV, fasc. 3, p. 336

- A. MANNA, L’Inferno della poesia napoletana, Napoli, 1976, ed. Il Delfino, p. 169

- G.V. PAOLOZZI, Epigrammi di A. Palatucci, in Nostro Tempo, aprile 1984, p. 8.

Virginio Gambone

ANTONIO VOLPE

Nacque a Montella Il ottobre 1881 da Salvatore e Romano Maria. Morì in combattimento a Versic, col grado di sergente, il 20 agosto 1917. Gli fu conferita la Medaglia d'Arge (informazioni curate…

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Nacque a Montella Il ottobre 1881 da Salvatore e Romano Maria. Morì in combattimento a Versic, col grado di sergente, il 20 agosto 1917. Gli fu conferita la Medaglia d'Arge


(informazioni curate da: Pro Loco Montella Alto Calore - Bibliografia di rif.: 1) "Montellesi illustri" di Salvatore Bonavitacola e Luigino Volpe per "Montella Guida alla Città" - Edizioni Dragonetti, Montella. 2) Internet.)

CALZELLA CARFAGNI

Prima generale di Carlo V poi Prefetto di Roma, divenne generale d'artiglieria dello Stato Pontificio.

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Prima generale di Carlo V poi Prefetto di Roma, divenne generale d'artiglieria dello Stato Pontificio.

CESARE BOSCO

Fu nominato consigliere regio da Carlo III di Borbone, giureconsulto di grande fama.

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Fu nominato consigliere regio da Carlo III di Borbone, giureconsulto di grande fama.

DOMENICO CIOCIOLA

(1818-1896) canonico della Insigne Battesimale di Santa Maria del Piano, fu autore di opere di storia locale

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(1818-1896) canonico della Insigne Battesimale di Santa Maria del Piano, fu autore di opere di storia locale

DOMENICO FUSCO

Nacque a Montella nel 1716 e divenne minore conventuale prendendo il nome di Raimondo. Fu vescovo di Monopoli dal 1785 al 1805.

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Nacque a Montella nel 1716 e divenne minore conventuale prendendo il nome di Raimondo. Fu vescovo di Monopoli dal 1785 al 1805.

EUCARINO CARISEO

Nel 1543 professore di medicina all'Università di Napoli.

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Nel 1543 professore di medicina all'Università di Napoli.

FERDINANDO CIANCIULLI

Nato nel 1911, morì con una ferita di arma da fuoco. Ricordato come pubblicista, sindacalista e per la sua militanza nel Partito Socialista.

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Nato nel 1911, morì con una ferita di arma da fuoco. Ricordato come pubblicista, sindacalista e per la sua militanza nel Partito Socialista.

FERDINANDO GOGLIA

Generale di cavalleria di Federico d'Aragona e di Carlo V. Per recuperare e conservare lo Stato di Milano, militò per cinque anni nella guerra sostenuta dalla Spagna.

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Generale di cavalleria di Federico d'Aragona e di Carlo V. Per recuperare e conservare lo Stato di Milano, militò per cinque anni nella guerra sostenuta dalla Spagna.

FILIPPO BONAVITACOLA

Medaglia d'oro al valor militare, nato a Montella nel 1914, fu fucilato dai tedeschi nel 1943 in Albania. I resti mortali ritrovati a Branovo in Slovacchia, sono stati trasferiti nel dicembre '94 nel…

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Medaglia d'oro al valor militare, nato a Montella nel 1914, fu fucilato dai tedeschi nel 1943 in Albania. I resti mortali ritrovati a Branovo in Slovacchia, sono stati trasferiti nel dicembre '94 nel cimitero di Cassano Irpino.

05 marzo 1914: nasce a Montella, in Via Soprapiazza, da Domenico e Maria Michela Perillo, primo di sette figli.
1920-1926: frequenta le scuole dell'obbligo a Montella
1927: la famiglia si trasferisce a Cassano Irpino, a tre chilometri da Montella, dove ha acquistato un podere.
16 ottobre 1934: assegnato alla ferma minore di primo grado per l'istruzione pre-militare;
15 marzo 1935: assegnato alla ferma minore di secondo grado per completare l'istruzione pre-militare;
06 aprile 1935: chiamato alle armi per il servizio di leva;
08 aprile 1935: assegnato al 68° Reggimento Fanteria;
01 ottobre 1936: collocato in congedo illimitato provvisorio;
1938: lavora alla costruzione dell'acquedotto dell'Alto Calore.
14 gennaio 1939: richiamato ed assegnato al 22° Rgt. Fanteria.
25 gennaio 1939: salpa da Napoli per Siviglia - Spagna.
29 gennaio 1939: assegnato al I Rgt. Fnt. d'assalto "Littorio".
13 giugno 1939: collocato in congedo illimitato provvisorio;
insignito di: a. croce di guerra; b. medaglia di benemerenza; c. medaglia commemorativa;
25 novembre 1940: richiamato ed assegnato al 40° Rgt. Fnt.
29 novembre 1940: assegnato al Btg. Complemento - trasferito a Foggia - assegnato al Btg. G.A.F. Albania.
28 gennaio 1941: inviato da Foggia in Albania, giunge a Tirana ed è assegnato al 2° Btg. Baiano Mobilitato.
30 giugno 1942: Carabiniere ausiliario a piedi della Legione "Palermo"; assegnato al Gruppo "Berat" della Leg. "Valona".
08 settembre 1943: armistizio tra l'Italia e gli Alleati - rifiuta di consegnarsi ai tedeschi.
14 dicembre 1943: ferito in uno scontro a fuoco nella zona di Berat, è fatto prigioniero e detenuto nelle carceri di Elbasan; sottoposto a lunghi ed estenuanti interrogatori non fornisce alcun tipo di informazione utile a catturare i suoi compagni d'arme ed è assegnato alla Compagnia di disciplina di Branovo - Slovacchia.
17 aprile 1944: inviato alla Compagnia di disciplina di Branovo - durante il tragitto evade, ma è catturato di nuovo - prima evasione;
26 ottobre 1944: evade dal Campo di Branovo e si unisce ai partigiani slovacchi, opera nella zona di Hurbanovo - seconda evasione - nuovamente catturato, è detenuto nella fortezza di Micolizzi - progetta un'altra evasione (la terza), ma viene scoperto e fermato quando sta per realizzarla.
08 dicembre 1944: processato e condannato a morte, rifiuta interessati atti di clemenza, fucilato nel Campo di Branovo alla presenza di cento cinquanta prigionieri perché serva da monito
29 maggio 1947: Medaglia d'oro al Valor Militare concessa dal Capo Provvisorio dello Stato.
02 marzo 1948: Montella, apposizione di targa comme-morativa sulla parete esterna della casa natale.
24 novembre 1985: dedicazione di una piazza a Cassano Irpino.
24 settembre 1994: i resti mortali di tredici Carabinieri sono trasportati a Redipuglia;
08 dicembre 1994: solenne commemorazione a Montella ed inumazione dei resti a Cassano: qui vivono i familiari superstiti.

FILIPPO CAPONE

Dopo aver preso parte ai moti rivoluzionari del 1848, fu nominato Presidente di Corte di Appello, eletto deputato e senatore. Morì nel 1896.

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Dopo aver preso parte ai moti rivoluzionari del 1848, fu nominato Presidente di Corte di Appello, eletto deputato e senatore. Morì nel 1896.

FRANCESCO BRUNI

(1834-1922) Primo Presidente di Suprema Corte di Cassazione.

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(1834-1922) Primo Presidente di Suprema Corte di Cassazione.

FRANCESCO MARIA TREVISANI

Nel 1820 fu giudice della Gran Corte Criminale di Napoli. (informazioni curate da: Pro Loco Montella Alto Calore - Bibliografia di rif.: 1) "Montellesi illustri" di Salvatore Bonavitacola e…

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Nel 1820 fu giudice della Gran Corte Criminale di Napoli.


(informazioni curate da: Pro Loco Montella Alto Calore - Bibliografia di rif.: 1) "Montellesi illustri" di Salvatore Bonavitacola e Luigino Volpe per "Montella Guida alla Città" - Edizioni Dragonetti, Montella. 2) Internet.)

FRANCESCO SCANDONE

Storico di fama nazionale

Nacque in Montella, al Corso Umberto I, da modesta famiglia, il 12 novembre 1868. Fu avviato agli studi da uno zio materno, il sacerdote Prof. Giuseppe Schiavo, educatore ed uomo di non…

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Nacque in Montella, al Corso Umberto I, da modesta famiglia, il 12 novembre 1868. Fu avviato agli
studi da uno zio materno, il sacerdote Prof. Giuseppe Schiavo, educatore ed uomo di non comune
cultura. Ancor giovane frequentò la casa di Scipione Capone che ne apprezzò l’ingegno e la serietà negli studi. Fu legato da vincoli di fraterna amicizia col figlio di Scipione, Giulio, anch’egli profondo studioso già noto nell’ambiente letterario napoletano; purtroppo la morte lo rapì a soli 29 anni, il 13 febbraio 1892. Per il giovane Francesco questa fu una grave perdita della quale ne risentirà per tutta la vita.
A 18 anni conseguì, da privatista, la maturità classica presso il liceo Pietro Colletta di Avellino; qualche anno dopo si laureò in lettere e filosofia all’Università di Napoli presentando la tesi, che più tardi pubblicò, sulla “Storia di Avellino dalle origini alla fine della dominazione longobarda”.
Si dimostrò molto attivo nel campo degli studi storici, per i quali ebbe un grande amore. Infatti lo si vedeva molto sovente nelle varie biblioteche nell’instancabile lavoro di ricerca; studiò tra l’altro, paleografia e diplomatica e fu allievo degli illustri maestri di allora, Bartolomeo Capasso e Raffaele Batti.
Insegnò in diverse città dell’Italia meridionale, poi si stabili a Napoli, dove fu preside nei più importanti licei della città. Nel luglio del 1899 sposò Luisa Assante dalla quale ebbe sei figli:
Giulio, in ricordo del suo caro amico Giulio Capone; Felice, giornalista stimato e noto nell’ambiente sportivo, che perse eroicamente la vita come corrispondente di guerra nei cieli del
Mediterraneo nel 1942; Mario, generale medico della Marina; Adele, professoressa di lettere; Enrico, colonnello dei Carabinieri, morto alcuni anni fa e Anita, professoressa di lettere.
A causa dei suoi grandi meriti d’insigne studioso, fu nominato membro dell’Accademia Pontaniana.
Storico di fama nazionale ha scritto molte opere che onorano Montella e la provincia di Avellino;
infatti oltre alla storia di Montella, in quattro volumi, Egli pubblicò anche quella della città di Avellino e di molti altri Comuni della Campania. La sua produzione letteraria consta di ben 74
opere pubblicate e 14 inedite.
La città di Roccasecca gli conferì la cittadinanza onoraria per gli studi su San Tommaso d’Aquino, dimostrando con valida documentazione che la nascita del grande Dottore avvenne in quella città. Quasi novantenne, ma ancora intento ai suoi studi, morì il 13 gennaio 1957, compianto da quanti lo conobbero.
Montella, memore di Lui, come uno dei figli più illustri, lo ha voluto ricordare e nel giugno 1971 fu scoperto, con una sentita cerimonia, un busto in Suo onore collocato nell’atrio dell’edificio delle Scuole Elementari che porta il suo nome. E la Commissione per l’odonomastica locale ha sentito il dover di intitolargli anche una strada.

GIACOMO MOSCARIELLO

Morì a Verdun nel 1881 durante un combattimento. Medaglia d'oro americana al valore militare e croce di guerra francese.

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Morì a Verdun nel 1881 durante un combattimento. Medaglia d'oro americana al valore militare e croce di guerra francese.

GIOACCHINO CAPONE

(1870-1919) professore di lettere, fu grande conoscitore di lingue antiche e moderne pubblicando numerosissime opere.

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(1870-1919) professore di lettere, fu grande conoscitore di lingue antiche e moderne pubblicando numerosissime opere.

GIOVANNI BATTISTA ABIOSI

Bagnolese per adozione, ma montellese di origine, dottore in medicina, visitò l'Africa e molti paesi europei. Pubblicò opere di critica letteraria; il frequente contatto con il popolo Arabo gli valse…

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Bagnolese per adozione, ma montellese di origine, dottore in medicina, visitò l'Africa e molti paesi europei. Pubblicò opere di critica letteraria; il frequente contatto con il popolo Arabo gli valse ad acquisire esperienza nel campo dell'alchimia e dell'astrologia pubblicando anche diverse opere.

GIOVANNI DI MONTELLA

Professore di medicina all'Università di Napoli. Nel 1315 fu nominato protomedico del re Roberto.

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Professore di medicina all'Università di Napoli. Nel 1315 fu nominato protomedico del re Roberto.

GIOVANNI PALATUCCI

Tra i Giusti delle Nazioni

Giovanni Palatucci, Questore di Fiume, ragione definito lo Schindler italiano era nato a Montella nel 1909, un dato che a parte l’orgoglio patrio, non va trascurato. La sua formazione, fortemente…

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Giovanni Palatucci, Questore di Fiume, ragione definito lo Schindler italiano era nato a Montella nel 1909, un dato che a parte l’orgoglio patrio, non va trascurato. La sua formazione, fortemente influenzata dalla presenza della nonna Carmela, terziaria francescana, morta in concetto di santità (lo scrive l’autorevole “Civiltà cattolica”) deve molto ai valori di una famiglia fortemente radicata nella sua terra.
Il Comune di Montella, il paese dove egli nacque, è onorato e commosso ogni qual volta si ricordano le eroiche vicende dell’ultimo Commissario di
Fiume, invita tutti a tenere desto il
ricordo, per il nostro bene e per quello delle generazioni che verranno, affinché non si dimentichi quel montellese che con il coraggio del martirio ha testimoniato la forza dei nostri ideali di uguaglianza e di pace.
Un appello, dunque, che va raccolto, non solo, a partire dalle due serate Rai del 23 e 24 settembre 2001, che hanno visto sugli schermi il film televisivo in due puntate “Senza Confini” dedicato alla vita e al coraggio di Giovanni Palatucci un momento certamente importate per la divulgazione della biografia coraggiosa di questo irpino già in via di beatificazione, ma anche quando le emozioni del film si saranno affievolite.
Il primo ad interessarsi della straordinaria storia di Giovanni Palatucci fu Goffredo Raimo, storico e
giornalista di Manocalzati scomparso, che scrisse l’insuperato “A Dachau per Amore”. Il volume è stato tra l’altro ristampato a cura dell’assessorato alla cultura del Comune di Avellino, guidato da Mariella Barra, in occasione delle recenti Giornate della Memoria. Un’occasione, questa, importante per Avellino, che ha ascoltato dalla viva voce degli studiosi la ricostruzione di una storia che ha dell’incredibile.
Palatucci riuscì a salvare migliaia di vite umane, con una serie di stratagemmi che riuscivano a raggirare le leggi razziali.
Con il suo ruolo di Questore di Fiume avrebbe dovuto contrastare la fuga degli ebrei, invece la facilitò. Riuscì ad istradarne molti, con falsi documenti, in Svizzera o in Israele, allora ancora sotto il protettorato inglese, e poi sulle coste dell’Italia meridionale già liberata. Oppure, in attesa di soluzioni possibili, concedeva permessi di soggiorno o nascondeva gli ebrei presso famiglie amiche o comunità religiose. Un esempio: nel marzo del 1939 oltre 800 fuggiaschi dalla Jugoslavia, su una nave greca, erano diretti verso il porto di Fiume, non sapendo che la GESTAPO era in agguato.

(informazioni curate da: Pro Loco Montella Alto Calore)

GIOVANNI PASCALE

Frate conventuale, ricoprì la carica di Vescovo di Nusco dal 1437 al 1471. (informazioni curate da: Pro Loco Montella Alto Calore - Bibliografia di rif.: 1) "Montellesi illustri" di Salvatore…

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Frate conventuale, ricoprì la carica di Vescovo di Nusco dal 1437 al 1471.


(informazioni curate da: Pro Loco Montella Alto Calore - Bibliografia di rif.: 1) "Montellesi illustri" di Salvatore Bonavitacola e Luigino Volpe per "Montella Guida alla Città" - Edizioni Dragonetti, Montella. 2) Internet.)

GIULIO BRUNI ROCCIA

(1910-1994) Professore di Filosofia del Diritto e Scienze Politiche; Medaglia di Bronzo al valor militare; Medaglia d'Oro alla cultura. (informazioni curate da: Pro Loco Montella Alto Calore -…

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(1910-1994) Professore di Filosofia del Diritto e Scienze Politiche; Medaglia di Bronzo al valor militare; Medaglia d'Oro alla cultura.


(informazioni curate da: Pro Loco Montella Alto Calore - Bibliografia di rif.: 1) "Montellesi illustri" di Salvatore Bonavitacola e Luigino Volpe per "Montella Guida alla Città" - Edizioni Dragonetti, Montella. 2) Internet.)

GIULIO CAPONE

Pubblicò tra il 1662 e 1724 numerosi volumi di diritto ecclesiastico e civile; era professore all'Università di Napoli.

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Pubblicò tra il 1662 e 1724 numerosi volumi di diritto ecclesiastico e civile; era professore all'Università di Napoli.

GIULIO CAPONE

(1863-1892) figlio di Scipione, studiò diritto, storia e lingue indoeuropee pubblicando diverse opere.

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(1863-1892) figlio di Scipione, studiò diritto, storia e lingue indoeuropee pubblicando diverse opere.

GIUSEPPE MARIA PALATUCCI

Nacque a Montella il 25 aprile 1892 e morì a Campagna il 31 marzo 1961. Minore conventuale, divenne vescovo di Campagna. Autore di numerose pubblicazioni, si distinse soprattutto per il salvataggio…

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Nacque a Montella il 25 aprile 1892 e morì a Campagna il 31 marzo 1961. Minore conventuale, divenne vescovo di Campagna. Autore di numerose pubblicazioni, si distinse soprattutto per il salvataggio di circa mille ebrei. E' sepolto nella Chiesa di San Francesco a Folloni.

GIUSEPPINA FIERRO IN ROSSI

Nata a Montella il 1°maggio 1928.Laureata in Lettere e Filosofia all’ Università Cattolica di Milano. Docente di Lettere al Liceo Scientifico di Montella intitolato al poeta Rinaldo D’ Aquino su sua…

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Nata a Montella il 1°maggio 1928.Laureata in Lettere e Filosofia all’ Università Cattolica di Milano. Docente di Lettere al Liceo Scientifico di Montella intitolato al poeta Rinaldo D’ Aquino su sua proposta. Preside della Scuola Media di Montella. Impegnata in campo sociale e politico fu Dirigente Provinciale del Movimento Femminile della Democrazia Cristiana; decisivo il suo voto come delegata femminile al Congresso Provinciale nel 1969 che determinò la svolta del partito a favore della ‘ Sinistra di Base’ di Ciriaco De Mita. Dal Comune di Montella ebbe l’ incarico, svolto gratuitamente, di interessarsi dell’ assistenza, tramite la Prefettura di Avellino, delle “fasce deboli” della popolazione e in particolare delle donne sole e indigenti. Ha promosso e curato ricerche, raccolta di proverbi e mostre fotografiche al fine di preservare la memoria delle antiche tradizioni popolari, religiose e contadine montellesi. E’ deceduta nel pieno della sua attività il 6 luglio 1981.

GUGLIELMO SCARRERIO

Cavaliere e regio consigliere, fu nominato vicario in Roma di re Roberto d'Angiò. Fu capitano valoroso dello stesso re e poi del principe Carlo, nonché duca di Calabria. Fu investito del feudo di…

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Cavaliere e regio consigliere, fu nominato vicario in Roma di re Roberto d'Angiò. Fu capitano valoroso dello stesso re e poi del principe Carlo, nonché duca di Calabria. Fu investito del feudo di Altomo


(informazioni curate da: Pro Loco Montella Alto Calore - Bibliografia di rif.: 1) "Montellesi illustri" di Salvatore Bonavitacola e Luigino Volpe per "Montella Guida alla Città" - Edizioni Dragonetti, Montella. 2) Internet.)

INNOCENZO LUCIO

Considerato poeta insigne e grande umanista, ottenne grande fama intorno al 1512 quando compose poesie in latino e trattazioni filosofiche.

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Considerato poeta insigne e grande umanista, ottenne grande fama intorno al 1512 quando compose poesie in latino e trattazioni filosofiche.

LUCA CAPONE

Fratello di Scipione, professore di laringoiatria all'Università di Napoli, prese parte alla campagna del 1866 con Garibaldi

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Fratello di Scipione, professore di laringoiatria all'Università di Napoli, prese parte alla campagna del 1866 con Garibaldi

MICHELANGELO CIANCIULLI

(1734-1819) giurista, con Giuseppe Bonaparte e Murat fu Ministro della Giustizia; la legge eversiva della feudalità porta la sua firma.

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(1734-1819) giurista, con Giuseppe Bonaparte e Murat fu Ministro della Giustizia; la legge eversiva della feudalità porta la sua firma.

MICHELE CIANCIULLI

Nato nel 1895 e morto nel 1965, fu noto avvocato e autore di diverse pubblicazioni storiche e filosofiche.

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Nato nel 1895 e morto nel 1965, fu noto avvocato e autore di diverse pubblicazioni storiche e filosofiche.

NICOLA CLEMENTE

Avvocato e patriota carbonaro, per i suoi ideali di unità e libertà dell'Italia che lo videro attivo nei moti del 1820, fu esiliato a Roma per 10 lunghi anni.

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Avvocato e patriota carbonaro, per i suoi ideali di unità e libertà dell'Italia che lo videro attivo nei moti del 1820, fu esiliato a Roma per 10 lunghi anni.

RINALDO D'AQUINO

rimatore della scuola siciliana

Figlio del feudatario Aimone e nipote di quel San Tommaso, filosofo e teologo domenicano, Rinaldo d'Aquino nacque a Montella probabilmente tra il 1225 ed il 1228. Trascorse i suoi anni giovanili fra…

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Figlio del feudatario Aimone e nipote di quel San Tommaso, filosofo e teologo domenicano, Rinaldo d'Aquino nacque a Montella probabilmente tra il 1225 ed il 1228. Trascorse i suoi anni giovanili fra i nostri monti per aver "modo di addestrarsi alla caccia in compagnia dei custodi del parco e di altri"...

Fra i diversi signori con questo nome, ritroviamo il nostro rimatore in colui che Federigo II nel 1240
eleggeva con altri giovani di nobìle prosapia, suo falconiere, ma che nel '66, prima della battaglia di
Benevento, riceveva a nome di Carlo d'Angiò il giuramento di fedeltà della città di Sessa: la qual
cosa non deve meravigliare, dacché anche due altri della sua casata, Tommaso conte di Acerra e
Riccardo conte di Caserta tradirono la causa di Manfredi.
Più tardi, nel '70, egli ebbe dal re i feudi di Rocca secca appartenuti al ribelle Pandolfo d'Aquino. In
una sua canzone si trova ricordata Montella, che veramente allora era feudo dei d'Aquino, sicché
non senza ragione poteva in quella chiamarsi montellese.

Quanto alla data della canzone che riferiamo, dubita il Torraca che possa esser quella della crociata
del 1228, ma osserva che nel '42 Tommaso d'Aquino andò per Federigo in terra d'oltremare e, se
non fu accompagnato da un esercito, certamente non partì solo.
A queste notizie, altre ne aggiunge F. Scandone, comprovando con altri argomenti che Montella era
feudo dei d'Aquino ; e che ivi Rinaldo potè nascere, fra il 1227 e il '28, figlio ad Aimone, dal quale
insieme col fratello Tommaso, ereditò nel '71 i beni feudali. Nel '72 lo troviamo con altri baroni
esonerato da un servigio feudale pel re: nel '75 i suoi vassalli di Roccasecca ricorrono contro di lui e
il fratello per angherie e lasciva condotta contro le donne.
Il suo nome si ritrova anche in documenti del '77, e nel '78 lo troviamo alle prese con due congiunti,
obbligati come lui a costruire navi pel servigio reale, né essi avevano fatto il dover loro neanche
l'anno appresso, come resulta da documento del luglio.
Pel resto dell'anno '79 e per l' '80 non si ha menzione di lui, ma certamente non era vivo nell' '81
quando i figli ed eredi compariscono in lite fra di loro.

G. A. Cesareo invece, riconoscendo ammissibile che il Rinaldo d'Aquino falconiere del 1240 e
quello che nelle rime, probabilmente del '28, si dice montellese fossero una stessa persona, dubita
che sia pur quello stesso che nel '66 riceveva il giuramento dei Suessani. Quest'ultimo, afferma egli,
era ancor giovane nel 1275 quando i terrazzani di Roccasecca si richiamavano contro di lui, e non
possedeva in feudo Montella : perciò, secondo lui, il poeta non fu figliuolo di Aimone e
probabilmente neanche della casa d'Aquino.
La sua Canzone sarebbe veramente per la crociata del 1228, e tutti i particolari della medesima
concorrono ad assegnarle tal data.
Sebbene poeta colto, come ci appare nelle rime per una donna di Messina, egli si accostò con
Giacomino Pugliese, a spunti di poesia popolareggiante.
Nella sua opera spesso troviamo una commozione semplice ed umile, non priva tuttavia d'un certo
garbo psicologico.

(informazioni reperite da: Pro Loco Montella Alto Calore)

SALVATORE FUSCO

Nato a Montella nel 1658, fu frate dei minori riformati del Monte pronunciando i voti col nome di fra Pasquale. Fu valente medico e missionario in Etiopia dove fu accolto alla corte dell'Imperatore.

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Nato a Montella nel 1658, fu frate dei minori riformati del Monte pronunciando i voti col nome di fra Pasquale. Fu valente medico e missionario in Etiopia dove fu accolto alla corte dell'Imperatore.

SALVATORE PELOSI

Ammiraglio, durante la guerra fu comandante del sommergibile Torricelli. Gli è stata conferita medaglia al valor militare e recentemente a Montella gli è stata intitolata una strada.…

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Ammiraglio, durante la guerra fu comandante del sommergibile Torricelli. Gli è stata conferita medaglia al valor militare e recentemente a Montella gli è stata intitolata una strada.


(informazioni curate da: Pro Loco Montella Alto Calore - Bibliografia di rif.: 1) "Montellesi illustri" di Salvatore Bonavitacola e Luigino Volpe per "Montella Guida alla Città" - Edizioni Dragonetti, Montella. 2) Internet.)

SCIPIONE CAPONE

Quale colonnello della Guardia Nazionale, si distinse nella lotta contro il brigantaggio. I trentamila volumi della sua biblioteca costituirono il primo nucleo della Biblioteca Provinciale. La…

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Quale colonnello della Guardia Nazionale, si distinse nella lotta contro il brigantaggio. I trentamila volumi della sua biblioteca costituirono il primo nucleo della Biblioteca Provinciale. La fondazione dell'Asilo Capone è stata possibile grazie alla donazione dei suoi beni.

SEBASTIANO BARTOLI

(1629-1676) medico e scienziato, fu professore di anatomia all'Università di Napoli, fu il primo ad utilizzare il termometro in medicina, studiò le sorgenti termominerali di Pozzuoli e fondò…

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(1629-1676) medico e scienziato, fu professore di anatomia all'Università di Napoli, fu il primo ad utilizzare il termometro in medicina, studiò le sorgenti termominerali di Pozzuoli e fondò l'Accademia degli Investiganti della Natura.

SEBASTIANO GUERRUCCI

Nato a Montella il 15.9.1678, fu valente geometra . E' ricordato per aver redatto le "Platee" di diverse chiese di Montella.

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Nato a Montella il 15.9.1678, fu valente geometra . E' ricordato per aver redatto le "Platee" di diverse chiese di Montella.

TROIANO I CAVANIGLIA

Conte di Montella (1477 - 1528)

Venuto in Italia al seguito di re Alfonso I dAragona per la conquista del regno di Napoli, Garsia de Cabanillas (poi italianizzato in Cavaniglia) si distinse per il suo valore. Il re. avendolo…

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Venuto in Italia al seguito di re Alfonso I dAragona per la conquista del regno di Napoli, Garsia de
Cabanillas (poi italianizzato in Cavaniglia) si distinse per il suo valore. Il re. avendolo apprezzato
per i servizi resigli e per la sua fedeltà, lo nominò conte di Troia (Foggia) e gli concesse anche la
baronia di Montecorvino di Puglia.Nel 1445 Garsia comperò Montella con altri feudi limitrofi,
stabilendosi così nella nostra terra. Il dominio dei Cavaniglia durò ininterrottamente per ben 152
anni (1445-1597) con quest’ordine di successione: Garsia, Giovanni, morto prematuramente ed al
quale successe suo fratello Diego, Troiano I, secondo conte di Montella, Diego II, Troiano II,
Garsia II, Troiano III ed ultimo conte di Montella il quale morì combattendo nelle Fiandre.

Per la loro saggia amministrazione e prodigalità i conti Cavaniglia seppero accattivarsi la
benevolenza del popolo e quindi Montella ebbe un periodo abbastanza felice tanto che quell’epoca
fu definita. con un pò di esagerazione, “l’età dell’oro”. Fra tutti i conti di questa famiglia, una
persona degna di rilievo fu appunto Troiano I. Figlio di Diego (morto per ferite riportate nella
battaglia di Otranto combattendo contro i Turchi, il 21 settembre 1481) e di Margherita Orsini,
Troiano si segnalò per il suo coraggio nelle guerre in cui partecipò. Per questo, re Ferdinando
d’Aragona serbandogli riconoscenza gli fu amico e lo protesse. Da Ippolita Carafa, figlia del duca
di Ariano, Troiano ebbe numerosi figli.

Oltre alle sue non comuni doti fisiche, il giovane Troiano possedeva una sensibilità artistica
accoppiata ad una vasta cultura, fatto questo tanto apprezzato in quei tempi. Infatti, furono suoi
ospiti nel palazzo di corte, negli anni che vanno dal 1498 al 1501, vari letterati e poeti come
Giovanni Cotta, Giano Anisio ed anche Jacopo Sannazzaro, “la cui Arcadia, opera singolare in quel
genere, fu composta standosene a Montella a casa del conte, anzi che sotto i finti nomi dell’Arcadia
molti luoghi di quell’amenissimo paese andò descrivendo” (Prospero Sarrùbo).E tra le tante opere
in latino, come segno di stima il Sannazzaro volle a Troiano dedicarne una fra le più belle, “Salici
Selva”. Ma fra le tante amicizie degna di nota fu quella di Andrea Matteo d’Acquavia, duca d’Atri,
“Cavaliere ornato di tutte le scienze”. Oltre all’interesse per le belle lettere, Troiano fu un attivo
amministratore delle sue terre; infatti si interessò anche alla costruzione di alcuni fabbricati dei suoi
feudi inabitati che furono poi da lui popolati.
A lui si deve il valido appoggio per la costruzione della Collegiata di Santa Maria del Piano di
Montella, eretta sulla vecchia chiesetta tra il 1515 ed il 1521.Troiano aveva una grande passione per
i cavalli; nelle sue stalle, infatti, erano le più belle e migliori razze equine del regno, tanto che i re
aragonesi li acquistavano tutti. Due rari esemplari furono inviati perfino a Giuliano dei Medici.

Nel suo palazzo di corte, ora non più esistente, ma il luogo ne conserva ancora il nome, piazza
Avanti Corte (oggi piazza Matteotti), vi era un gran numero di artistici mobili, una ricca e fornita
libreria, gran quantità di medaglie d’argento, oggetti antichi, porcellane ed ornati finimenti per
cavalli.Tutto ciò fu distrutto ed il palazzo incendiato in seguito all’invasione dei francesi di Lautrec.
Ed in quell’avvenimento fu distrutto anche il castello del Monte (1528). Il danno fu incalcolabile
per la perdita totale di libri e, soprattutto, di documenti relativi alla storia di Montella. Ed anche gli
altri possedimenti del conte siti nella città di Troia subirono la stessa sorte sempre per opera delle
truppe francesi.Troiano, che era “di somma prudenza, di ottimo giudizio e di grande esperienza,
diceva ai suoi figli: bisogna morire, figliuoli, e mantenere Troia, che questo compie al servizio
dell’imperatore".
Pur gravemente infermo, il Conte volle affrontare i disagi del lungo viaggio facendosi trasportare in
lettiga nella città di Troia per poter dirigere egli stesso la difesa della città assediata.Aggravatosi il
male e provato dal dolore di tanto scempio, il Conte si spense nella sua Troia assediata, all’età di 51
anni, nel gennaio del 1528.

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Comune di Montella, Piazza degli Irpini, CAP 83048 - Centralino 0827 609006 - Posta elettronica certificata: protocollo.montella@asmepec.it